PROLOCO - UFFICIO TURISTICO
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ALTO MANTOVANO
     

Visitare le Colline di Castiglione e dell’Alto Mantovano seguendo l’articolarsi dei crinali alle piccole valli, è l’occasione per chi vuole apprezzare luoghi di arte e fede, valenze paesaggistiche e tradizioni, tipicità produttive e specialità gastronomiche. Questo itinerario, da noi indicato, si sviluppa attraverso i centri delle Colline in un percorso in luoghi non usuali, lontani dal turismo di massa, ma carico di interesse e suggestione.

Quando si pensa alle Colline Moreniche (da "morene" materiali di deposito lasciati dal ghiacciaio del Garda quando si ritirò) dell'Alto Mantovano, quando si dice Monzambano, Solferino, Cavriana, ancor prima che ai luoghi il ricordo va ai colori ed ai sapori di certi, antichissimi vini. Oggi sono fra i più celebrati D.O.C della Lombardia, ma già il sommo poeta mantovano,Virgilio, ne ricordava le singolari caratteristiche nei suoi scritti. E, forse non è dovuto al caso che il nome del vino s'identifichi con quello dei luoghi di origine. La coltura della vigna è parte della cultura di una civiltà che ha modellato il paesaggio dando forma ad un mondo dove arte, tradizione ed economia sono ancora oggi indiscutibilmente legate al ciclo della vendemmia. Da Castiglione verso Desenzano e Sirmione a nord, e Goito a sud, inizia un paesaggio di morbide colline che si susseguono in dolci pendii, a formare stupende terrazze sul lago di Garda. Questa fascia collinare occupa la sezione più settentrionale della provincia di Mantova, tra i bacini del lago di Garda a settentrione, del fiume Chiese a occidente e del fiume Mincio a oriente, al confine con il Veneto. Dorsali collinari, che non superano i 300 m sul livello del mare, sui quali, fin dalle epoche più antiche, esigenze difensive e salubrità dell'aria hanno favorito il sorgere di centri urbani unici per preziosità storico - artistiche, incastonati dai colori e dai profumi degli olivi e dei vigneti. I ritrovamenti archeologici sulla collina mantovana sono diversi: molte antiche civiltà si sono insediate qui, dagli Etruschi fino ai Romani ai Longobardi ed all'epoca medievale. Per il loro clima e la loro incontaminata natura, inoltre, le colline sono state ornate nei secoli di belle ville e residenze di campagna dai nobili cittadini, che vi trascorrevano l'estate dal Cinquecento in avanti. Sui dolci crinali, a poca distanza l'uno dall'altro, sono cresciuti dall'XI secolo in poi i castelli, veri e propri abitati, a difesa del territorio, protetti da mura, gelosi delle proprie abitudini, non attenuate nel corso del tempo dal controllo, anch'esso esercitato a livelli diversi, delle città di riferimento, che si contendevano questo prezioso lembo di terra posto in posizione strategica al confine fra Lombardia e Veneto, lungo le più importanti direttrici viarie: Milano, con la famiglia Visconti prima e poi con quella degli Sforza , Verona con gli Scaligeri e la Repubblica di Venezia; fra le diverse contendenti, dalla fine del Quattrocento, tale territorio cadde sotto la dominazione della famiglia Gonzaga, operante fino alla metà del Settecento.

Il nostro itinerario, della lunghezza di ca 50 km, parte dal centro storico (Piazza San Luigi) di Castiglione delle Stiviere, supera il grosso incrocio di fine via Cesare Battisti per imboccare la statale 236 per Mantova, che dopo soli 2 Km lasciamo per svoltare a sinistra per prendere la strada comunale per Solferino. Dopo 6 Km, passando per Grole e Pozzo Catena si arriva a Solferino (124 m): gloriosa località del nostro Risorgimento dove il 24 giugno 1859 i francesi di Napoleone III e gli austriaci combatterono una battaglia (II° Guerra d'Indipendenza) i cui ricordi e cimeli sono nel locale Museo Storico e nella vicina Chiesa di S.Pietro, adibita a ossario. Più in alto su un colle (206 m) si erge la Rocca, in realtà una torre denominata "Spia d'Italia" risalente al 1000 e ristrutturata nel 1600 dalla quale si gode il panorama circostante. Appena prima della salita al colle della Rocca un viale di cipressi conduce al Memoriale della Croce Rossa eretto nel 1959 con marmi inviati da tutto il mondo a ricordo dell'Istituzione della Croce Rossa Internazionale, la cui nascita avvenne proprio in questi luoghi in seguito ai dolorosi scontri della battaglia. Visitata Solferino il nostro itinerario dirige poi a sud, direzione Volta Mantovana, ma la nostra prima tappa è dopo soli 4 Km a visitare il delizioso borgo di Cavriana (170 m), importante paese vitivinicolo delle Colline. Su di un colle sono i resti di un castello costruito nel 1045 (oggi rimane in piedi solo una Torre medioevale e alcuni tratti delle mura), ai cui piedi l'elegante Villa Mirra - Siliprandi di origine gonzaghesca, rimaneggiata nel corso del XVIII° e XIX° secolo, ospita oggi il Museo Archeologico dell'Alto Mantovano con importanti reperti dell'età del bronzo e dei romani rinvenuti nell'area collinare. Appena fuori l'abitato, su una collina, sorge la Chiesa di S.Maria della Pieve, eretta in forme romaniche agli inizi del 1100 e più volte rimaneggiata, con interessanti absidi e parti di affreschi che risalgono ai secoli 1100 - 1300.

Proseguiamo il nostro viaggio giungendo a Volta Mantovana ( 120 m) primo paese della fascia collinare che si incontra venendo da Mantova, disteso sui primi rilievi morenici a nord della pianura padana. Importante roccaforte dei Gonzaga contro i Visconti e gli Scaligeri, conserva tratti di mura e di un castello risalente all'XI° secolo dell'antica area difensiva; all'interno della stessa consigliamo la visita alla cinquecentesca Villa Gonzaga - Cavriani, dalla particolare facciata impreziosita da alti camini; all'interno un elegante e scenografico giardino all'italiana ornato da statue. Usciti da Volta Mantovana, ci dirigiamo verso nord seguendo le indicazioni per Monzambano; oltrepassato l'incrocio con la statale che da Solferino conduce a Valeggio s/Mincio (Vr), dopo ca 3 Km, si raggiunge l'incantevole borgo fortificato di Castellaro Lagusello (115 m), uno degli angoli più suggestivi della Lombardia (tanto da meritarsi giustamente l'appellativo di "piccola Toscana in terra di Lombardia") che mantiene inalterato l'aspetto del "castello" medioevale con l'antica cinta muraria risalente al Duecento. Il paese si affaccia su di un piccolo e suggestivo laghetto morenico, dalle acque cristalline, unico superstite oggi dei numerosi specchi d'acqua di natura morenica che costellavano le Colline; lungo le sponde si sono sviluppati ampi canneti nei quali trovano rifugio innumerevoli specie di uccelli acquatici e pertanto oggi è protetto come Riserva Naturale. Da Monzambano (88 m), borgo di origine medioevale arroccato sulla valle del Mincio dove è da visitare il Castello Scaligero e la maestosa Chiesa di S.Michele (XVIII°secolo) dall'interno ricco di pregevoli altari con ricercati intarsi marmorei e di pietre dure, Ponti sul Mincio (113 m) è a breve distanza; si raggiunge costeggiando il corso del fiume Mincio tra gli innumerevoli vigneti che fanno di Ponti s/Mincio il principale centro di raccolta e vinificazione delle pregiate uve Doc dei Colli dell'Alto Mantovano. Lasciata Ponti s/Mincio dopo aver visitato il suo nucleo storico che conserva ancora i resti di un castello scaligero e la cinta muraria perfettamente intatta, il nostro itinerario prosegue in terra bresciana per S.Martino della Battaglia, passando per Pozzolengo (135 m), piccolo paese, dalle antiche origini che conserva i resti di un imponente castello scaligero con i suoi torrioni cilindrici posti in posizione panoramica sul Lago di Garda, oramai sempre più vicino. Giunti a S.Martino della Battaglia, posta nel comune di Desenzano del Garda, concludiamo il nostro affascinante viaggio visitando altri luoghi risorgimentali, divenuti celebri per l'importante battaglia che qui come a Solferino si combattè il 24 giugno 1859 (qui si scontrarono i piemontesi e gli austriaci). Un viale fiancheggiato da cipressi sale alla zona monumentale: nell'Ossario si conservano oltre 1000 teschi dei caduti di allora mentre dalla Torre, edificata nel 1893 in onore di Vittorio Emanuele II, alta 74 m si gode un magnifico panorama sul Lago e sull'anfiteatro morenico. Un Museo eretto nella prima metà del XX°secolo conserva documenti, cimeli e opere pittoriche a soggetto risorgimentale. Concluso il nostro itinerario che ci ha condotto alla scoperta delle Colline Moreniche, consigliamo ai nostri turisti di ripartire in un altro suggestivo viaggio, alla volta del Lago di Garda, vicinissimo a noi e ricco di bellissimi scorci panoramici e interessanti paesi ricchi di storia e arte.