PROLOCO - UFFICIO TURISTICO
Via Marta Tana n°1, 46043 Castiglione delle Stiviere (MN)
Tel. e Fax 0376 / 944061
Orari apertura Ufficio Turistico: Da Martedì al Sabato 9.00 - 13.30

CENTRO STORICO

Ventimila abitanti non fanno una metropoli, il centro storico è minuscolo, ci si muove facilmente a piedi. Ci sono cose che spesso contano più del numero effettivo degli abitanti: lo scenario, il portamento da città aristocratica, la posizione strategica e la dinamicità della gente. E Castiglione è così. Una piccola, ma autentica e nobile capitale dell’Alto Mantovano: monumenti eleganti e prestigiosi, a conferma del ruolo avuto nel corso dei secoli. Passeggiando per le piazze e stradine pedonali ci si rende subito conto che Castiglione visse il suo momento di splendore sotto la dominazione dei Gonzaga; è tutto un susseguirsi di severe facciate in pietra, di antichi palazzi, case e piazze signorili.

     

Sorprendente per il turista l’ingresso nella grande PIAZZA SAN LUIGI, luogo di ritrovo e vera “ agorà ”di questa piccola polis, punto di partenza del nostro itinerario che ci condurrà alla scoperta delle bellezze storico - artistiche della città. Al centro della piazza un elegante fontana tardo barocca, circondata da platani a creare una felice oasi, reca la data 1733: concepita a forma di quadrilobo per essere osservata girandovi intorno e per adattarsi al meglio alla forma della piazza. In essa prospettano la BASILICA DI SAN LUIGI GONZAGA e l’annesso Convento dei Gesuiti (oggi sede del Comune), progettati dall’architetto gesuita Luca Bienni da Salò (1572-1613). La basilica, superbo capolavoro architettonico di questa città, col suo prospetto barocco, aereo ed imponente, domina la parte meridionale della piazza. L’interno, a navata unica, ornato da stucchi, cappelle laterali e affreschi riguardanti la vita del santo, ospita in urna d’argento, collocata dietro la scenografica mole dell’altare maggiore, il teschio di san Luigi, preziosa reliquia donata alla città di Castiglione nel 1610 dalla Compagnia dei Gesuiti di Roma. La vita della piazza, principalmente d’estate, è molto vivace e gradevole: sedere ad uno dei tavoli dei bar che vi si affacciano, ammirare così la facciata della chiesa avendo intorno lo svolgersi della vita quotidiana della città, può essere un'esperienza piacevole e rilassante.

Lasciata piazza san Luigi, alla sinistra della basilica, una prima lieve salita , via Marta Tana, introduce il visitatore nel centro storico vero e proprio; subito, alla fine della via, l’imponente prospetto del COLLEGIO DELLE VERGINI DI GESU' nobile costruzione eretta nel 1608 per volere delle tre nipoti di san Luigi, Cinzia, Olimpia e Gridonia che sul modello del devoto e amato zio si ritirarono a condurre vita casta ed esemplare fondando una congregazione laica di nobildonne. Al piano nobile dello stesso è oggi allestito il MUSEO STORICO ALOISIANO. Il Museo, fu costituito nel 1959, per dare degna collocazione a tutte le opere che nel corso dei secoli si erano custodite nel Collegio grazie soprattutto alle doti che le varie nobildonne portarono con sé al momento della loro entrata nella Congregazione. Il percorso che il visitatore viene invitato a seguire, lo porta attraverso sezioni, concepite in modo da offrire, attraverso le opere esposte - ritratti devozionali del santo e dei Gonzaga di Castiglione, mobili, monete, documenti - un quadro cronologicamente progressivo dello stato culturale del Collegio nei secoli utile per la comprensione della genesi e della vicenda storica della vita di san Luigi e del casato dei Gonzaga che qui a Castiglione regnarono per quasi tre secoli.

Lasciato alle spalle il Collegio, più su a sinistra, alla sommità di un'ampia e scenografica scalinata, l'imponente mole del DUOMO eretto nel 1762, in severe forme neoclassiche, su una preesistente chiesa del '500 ( dedicata ai SS Nazario e Celso ), che conserva al suo interno preziose opere d'arte, fra cui spicca la bellissima pala di santa Rosalia opera del celebre pittore siciliano Pietro Novelli detto il Monrealese (1603-1647). Lo spazio antistante la scalinata consente di godere un magnifico panorama sulla città con lo sfondo di una buona parte del territorio alpino lombardo. Ai piedi del Duomo si estende il PARCO PASTORE, attiguo all'omonimo palazzo ottocentesco ( oggi sede della Biblioteca Comunale ). Il Parco costituisce per Castiglione un autentico polmone verde nel cuore della città: ideale luogo per cittadini e turisti per un ristoro fra la quiete della natura e le innumerevoli piante secolari che lo abbelliscono, dai Cedri del Libano, Tigli, Tassi ai Mandorli e Sambuchi. Lasciato Parco Pastore , proseguiamo il nostro tour cittadino imboccando, dal piazzale del Duomo, VIA MARCONI, elegante arteria cittadina, sulla quale si affacciano monumentali palazzi nobiliari settecenteschi e ottocenteschi, la cui architettura ardita e originale, scandita dal movimento dei raffinati balconi in pietra e ferro battuto, timpani in forte aggetto e sontuosi portoni d'ingresso, oltre i quali si scoprono deliziosi cortili, segna uno dei vertici dell'architettura neoclassica ed eclettica a Castiglione: notevoli, sul lato sinistro, Palazzo Bondoni (numero civico 34), Palazzo Beschi - Costanza Fattori (numero civico 28), Casa Bresciani (numero civico 24), Palazzo Beschi (numero civico 2) mentre sul lato destro, al numero civico 29, Casa Nodari.

Alla fine della via, si apre sulla destra la deliziosa piazzetta UGO DALLO' , di gusto seicentesco. Vi si ammira al centro la bella fontana con la statua di Domenica Calubini, dalla particolare e rara forma ad impianto ettagonale. Sulla piazza prospettano alcuni edifici di epoche diverse: la Torretta delle Prigioni con il fontanino delle prigioni (denominate così in quanto adiacenti l'antico edificio delle Carceri, che costituiva la parte finale d'angolo del Palazzo stesso del Principe, aggettante sulla via in salita Ripa Castello, un tempo denominata Rizzata degli Sgherri), il porticato del '500 che chiude su due lati la piazza, la colonna della Giustizia del '600 e soprattutto il PALAZZO DEL PRINCIPE, che nonostante le continue manomissioni subite nel corso dei secoli, evidenzia ancora elementi del nucleo originario risalenti al tardo 400, ravvisabili nelle finestre ad arco acuto e nelle tracce di affreschi attribuiti alla celebre scuola del Mantegna sulla facciata in via Pretorio. In particolare da Piazza Dallò l'attento visitatore, senza fretta, indirizzando lo sguardo sia in via Pretorio che in via Chiassi, può cercare vedute e prospettive particolari per cogliere la plasticità degli spazi urbani che questo centro storico mantiene, nonostante tutto, inalterati.

L’ascesa verso la parte più alta del centro storico avviene percorrendo da piazza Dallò la caratteristica via, in salita, Ripa Castello, che conserva ancora l’originale pavimentazione seicentesca a ciottoli; al termine della scalinata si giunge all’area un tempo completamente occupata dal CASTELLO, immersa in una rigogliosa vegetazione, da cui emerge quanto rimane dell’antico maniero, un tempo minaccioso ed ora testimonianza muta di tanti avvenimenti che videro i castiglionesi protagonisti non secondari. Fra i resti che testimoniano l’antico splendore del Castello, rappresentante prima la fortezza di pronto intervento posta in posizione emergente e panoramica sul borgo sottostante con il preciso scopo di avvistare per difendere la città da incursioni nemiche o per sedare ogni tentativo di tumulto cittadino, divenuta poi la nobile dimora dei Gonzaga di Castiglione, è possibile ammirare la possente torre d’ingresso e alcuni resti delle mura perimetrali con un torrione (risalente all'epoca barbarica).

Dalla torre con l'orologio, proseguendo verso sud, per via Teatro, si incontra sulla destra il TEATRO SOCIALE; realizzato negli anni 1841-1843 dal celebre architetto milanese Luigi Canonica, che come in altri noti teatri italiani da lui realizzati, (Teatro Carcano di Milano, Teatro "A.Ponchielli" di Cremona, Teatri di Brescia e Genova) espresse anche qui a Castiglione le sue migliori doti tecniche nei caratteri del secondo neoclassicismo lombardo. Dopo anni di decadenza e abbandono, il teatro dal 1990, dopo un lungo e accurato restauro, è stato prontamente riaperto al pubblico; oggi un'accurata selezione di manifestazioni culturali (prosa e jazz in primis) e musicali (concerti e danza), puntando subito a livelli di assoluta qualità evitando qualsiasi provincialismo, ha fatto del teatro sociale un ricercato polo musicale dell'Italia settentrionale. Lasciato il Teatro sociale si pieghi verso sinistra fino ad imboccare via Garibaldi dove a metà della via, sul lato sinistro, s'innalza l'ottagonale mole del FAMEDIO (Tempio della Fama). L'edificio, dalla solida struttura rimarcata da contrafforti a spigolo acuto, era in origine una chiesa dedicata alla Madonna del Rosario, eretta nella prima metà del'600, sconsacrata nel corso del'700 per essere riconsacrata come tempio degli uomini illustri nella prima metà del XX secolo. Della struttura originaria conserva un elegante portale barocco di pregevole fattura. Sulla graziosa lanterna che corona e chiude nel mezzo il tetto, si erge la statua della Vittoria.

Poco lontano dal Famedio, all’incrocio di via Garibaldi con via Sinigaglia, si erge l’elegante prospetto del settecentesco palazzo Triulzi- Longhi, dal 1959 sede del MUSEO INTERNAZIONALE DELLA CROCE ROSSA. Il Museo, attraverso un’interessante esposizione di cimeli, documenti, reperti e fotografie, illustra le fasi salienti della nascita della C.R.I e del loro operato dal 1859, anno della fondazione in seguito alla famosa battaglia della II Guerra di Indipendenza che ebbe luogo sul suolo di Solferino (MN)e di S.Martino della Battaglia (BS), a tutt’oggi. Visitato il Museo, percorrendo via Sinigaglia e via C.Battisti, ritorniamo in P.zza San Luigi. dove a questo punto la nostra passeggiata nel centro storico della città può ritenersi conclusa. È consigliabile però, prima di giungere in p.zza san Luigi, soffermarsi qualche secondo ad osservare la settecentesca FONTANA DELLE TRE TORRI, ubicata all’incrocio fra via Sinigaglia con via C.Battisti, nell’insieme armoniosa struttura costituita dalla sequenza di tre vasche di diverse dimensioni coperte da un porticato a tutto sesto.