PROLOCO - UFFICIO TURISTICO
Via Marta Tana n°1, 46043 Castiglione delle Stiviere (MN)
Tel. e Fax 0376 / 944061
Orari apertura Ufficio Turistico: Da Martedì al Sabato 9.00 - 13.30

MUSEO STORICO ALOISIANO
     

Ospitato al piano nobile del Collegio (a cui si accede attraverso un'elegante scala elicoidale), il Museo Storico Aloisiano conserva uno dei più tipici esempi di raccolta di opere d'arte strettamente connesse alla cultura figurativa di un personaggio (San Luigi Gonzaga) e al suo territorio. Le collezioni, assai articolate come tipologie, accolgono infatti quasi esclusivamente opere prodotte per il Collegio Vergini e la città di Castiglione delle Stiviere da artisti locali e stranieri che hanno operato per una committenza gonzaghesca. Il nucleo principale di tale collezione si deve al ricco patrimonio costituitosi nel tempo attraverso la dote personale e i doni delle nobildonne al loro ingresso nel Collegio; infatti ogni "Vergine", al momento della loro entrata nel Collegio, portava con sé, oltre la dote di denaro concordata, anche mobili, biancheria, quadri o immagini sacre, suppellettili varie. Questo patrimonio venne poi successivamente integrato con donazioni di privati, con oggetti privati delle tre fondatrici del Collegio (Cinzia, Olimpia e Gridonia Gonzaga) e con quanto si riuscì a salvare dall'incendio del Castello (all'epoca Palazzo di Corte della famiglia Gonzaga del ramo di Castiglione).Solo nel 1969, per volere di Monsignore Luigi Bosio si destinò il tutto a museo. L'attuale allestimento vede collocate le varie opere d'arte all'interno di otto sale. E' interessante notare all'interno del Museo l'originale struttura del Palazzo che conserva ancora l'originale pavimentazione e le eleganti finestre e porte con lastre di vetro soffiato sorrette da un'intelaiatura in piombo, tipicamente cinquecentesca. Il percorso museale inizia con due piccole salette dedicate l'una a dipinti sacri cinque - seicenteschi e l'altra ai componenti del ramo del casato dei Gonzaga di Castiglione. Si tratta principalmente di dipinti commissionati tra il '500 e il '600, di scuola lombarda e fiamminga, a memoria dei personaggi illustri della vita culturale e religiosa di Castiglione delle Stiviere nel corso del '500 e del '600, con l'intento di documentare, attraverso i suoi principali rappresentanti, la storia della città stessa. Si trovano infatti i ritratti del biografo di San Luigi (padre Virgilio Cepari), della madre di San Luigi (la marchesa Marta Tana di Santena), del padre (il duca Ferrante), del nonno (il duca Luigi Alessandro), della nonna ( Caterina Anguissola) e del fratello Rodolfo. Subito dopo la stanza dedicata alle tre nipoti di san Luigi: si possono ammirare diversi ritratti, di scuola lombardo - veneta e fiamminga del '500 e del '600, raffiguranti le tre fondatrici sia in tenera età che adulta; non mancano esempi di manifattura artigianale lignea del ' 500 lombardo, fra cui un cassone e un elegante cassapanca da corredo di Gridonia Gonzaga. Nelle due stanze successive seguono, nella prima testimonianze delle tendenze dell'arte del tessuto e del ricamo della produzione tessile nell'area lombardo - veneta nel XVII° e XVIII° secolo attraverso l'esposizione di diversi e raffinati paramenti sacri (in prevalenza pianete) ricamati con oro e argento, e nell'altra una serie di ritratti, attribuiti ad artisti lombardi del'500 e prima metà del '600, raffiguranti i più famosi santi dell'ordine dei Gesuiti (lo stesso ordine di San Luigi Gonzaga) quali S.Carlo Borromeo, S.Ignazio e S.Stanislao Kostka. La visita prosegue giungendo alla sala più importante del Museo, la sesta, che contiene importanti dipinti: "Il Seppellimento di Cristo Morto" opera di F.Barocci (1528 - 1612), artista colto e raffinato, caratterizzata da un felice equilibrio compositivo fra la vivacità cromatica e il pacato classicismo del paesaggio di sfondo; una ricca "Adorazione dei Pastori" di Francesco Bassano (1549 - 1592), in cui si può osservare lo spiccato naturalismo con cui il pittore rende lo sfondo paesaggistico e la stessa scena sacra in primo piano; due piccole "Crocifissioni" attribuite a Marcello Venusti (1512 - 1579), allievo del celebre Michelangelo: entrambe le tavole, infatti, mostrano sia nella definizione plastica dei corpi che nella tensione spirituale delle scene, evidenti richiami all'opera di Michelangelo, artista con in quale il Venusti ebbe un intenso rapporto di scambi artistici; una "Natività" di Luca Mombello, esponente di spicco della pittura lombarda tardo-gotica: l'opera infatti rivela i modi attardati del suo autore, riscattati però dalla vivacità compositiva e cromatica; un "Cristo nell'Orto" di Giulio Carpioni ( 1611 - 1674 ) fecondo artista veneto di stampo classicista e accademico e un "S.Luigi incoronato di rose da un angelo" di Ippolito Andreasi. Segnaliamo anche una mappa di Castiglione delle Stiviere, realizzata dal Mortier nel '600. Alle arti applicate e a oggetti di prevalente interesse storico è riservata la sala successiva. Lungo le pareti della sala sono disposti diversi armadi in legno di noce all'interno dei quali trovano posto ricercate suppellettili sacre (prevalentemente in argento e rame con rivestimenti dorati e argentati, decorate a sbalzo): reliquarii, crocifissi, ostensori, messali antichi e bacili. Fra i diversi manufatti segnaliamo il messale con gli atti del processo di beatificazione di S.Luigi, un'elegante statuetta raffigurante S.Caterina in avorio ed ebano (attribuita all'Algardi) e una serie di piccoli quadretti con le scene della vita di Cristo in argento sbalzato e oro del'500. In alcuni ripiani dell'armadio di destra (in riferimento alla porta di accesso alla sala ) è collocata una piccola ma importante raccolta numismatica, costituita da una serie di monete coniate a Castiglione delle Stiviere al tempo in cui la città fu sede di una zecca (dal 1567). Al centro della sala un prezioso tempietto in ebano e argento del XVII° secolo, di manifattura tedesca, con la scena della "Flagellazione di Cristo". L'itinerario attraverso il museo si chiude con l'ultima sala, dedicata principalmente a San Luigi, ma ricca anche di importanti testimonianze della pittura settecentesca, data la presenza di una serie di ovali raffiguranti episodi della vita di Maria, attribuiti al noto pittore veneto Francesco Guardi. Fra i diversi quadri con i ritratti del santo, spicca per la raffinata eleganza dei colori e dolcezza del volto del santo, l'ovale del veronese G.D Cignaroli (1722 - 1793). Nella sala è custodito anche uno dei manufatti più importanti realizzati per la città di Castiglione delle Stiviere dalla famiglia dei Gonzaga: l'orologio in bronzo dorato (tutt'ora ancora funzionante) del 1567, realizzato dal celebre orafo dell'imperatore Carlo V, Johannes Valin, che venne commissionato dal Duca di Mantova Guglielmo Gonzaga per la Madre di San Luigi, la marchesa Marta Tana, in occasione della nascita del primogenito Luigi (il futuro santo). Lungo le pareti di più sale sono appesi molteplici peltri, a costituire un'importante collezione che per numero e qualità è seconda solo a quella di Bressanone (BZ).

     

SAN LUIGI GONZAGA

Nacque a Castiglione il 9 Marzo 1568 dal marchese Ferrante Gonzaga e la contessa Marta Tana di Santena. Destinato alla successione del feudo di Castiglione, in quanto primogenito del marchese, e alla vita militare dimostrò fin da subito di essere affascinato al pensiero di Dio; nonostante le avversità del padre che lo educò alla carriera delle armi e della diplomazia, portandolo con sé nei suoi viaggi presso alcune delle più importanti corti dell’epoca, da Casale Monferrato a Firenze e Madrid per apprendere le culture tipiche, il piccolo Luigi è sempre più immerso nella preghiera e nella vita ascetica. Ricevuta nel 1580 la I°Comunione per mano di San Carlo Borromeo, ottenne finalmente dal padre, oramai rassegnato di distogliere il figlio dai suoi propositi, il permesso di entrare nella Compagnia dei Gesuiti a Roma. Dopo aver rinunciato ufficialmente per iscritto ai diritti di successione sul Marchesato di Castiglione in favore del fratello Rodolfo, nel 1585 entra nel Noviziato di S.Andrea al Quirinale a Roma, per dedicarsi totalmente alla fede di Dio insegnando la dottrina cristiana e curando le persone bisognose e più deboli. Gli anni 1590 – 91 sono profondamente segnati da una grave pestilenza e lo stesso Luigi nel prestare le cure ad un appestato contrae il terribile morbo. Si spegnerà a Roma il 21 Giugno 1591 alla tenera età di 23 anni. Il processo di canonizzazione fu iniziato dal pontefice Paolo V nel 1607 per concludersi il 31 dicembre 1726 quando Papa Benedetto XIII proclamò Luigi santo. Nel 1926 viene dichiarato patrono mondiale della gioventù per volere di Papa Pio XI.